Il Tip tap è il nome con cui è nota in Italia la tap dance. Tale nome ha, molto probabilmente, una derivazione onomatopeica. E’ un genere di danza in cui il ballerino indossa lo strumento musicale a percussione, composto da scarpe con adattamenti speciali per produrre suoni. Difatti lo scopo principale della tap dance è di “suonare” una linea ritmica, a cappella o integrata in una linea melodica. Per rendere il suono più marcato ed udibile si usa attaccare degli inserti, generalmente di alluminio, detti “claquettes”.

Il fenomeno della Tap Dance affonda le sue radici nel XVII secolo in America dall’ incontro tra la cultura europea caratterizzata da forma, armonia, tradizione scritta, musica e danza intese come “arte” e la cultura africana basata invece su improvvisazione, tradizione orale, arte come vita quotidiana.  In quel periodo agli schiavi africani venne proibito l’ uso degli strumenti musicali che accompagnavano i rituali religiosi e il lavoro, per cui iniziarono a usare voce e corpo per esprimersi, ovvero si crearono una identità nuova in terra nuova, mescolandosi non sempre pacificamente alla tradizione europea soprattutto degli immigrati del nord (scozzesi, irlandesi) che avevano già importato la loro danza di carattere ballata con gli zoccoli, i clog.

Dimostrazione della nostra insegnante Eva Agostinelli

E’ probabilmente William Henry Lane detto Master Juba (Juba è il nome di una danza africana eseguita con le mani sulle ginocchia, battendo i piedi a terra e cantando) l’ inventore del Tip Tap. In “American Notes” nel 1842, Charles Dickens lo descive come un ballerino di danza scozzese e irlandese. Questa processo di contaminazione dette origine al jazz, inizialmente parola dalla connotazione fortemente negativa e si diversisificò nel corso degli anni nei balli che conosciamo oggi.  A partire dagli anni ’20 del 1900 il Tip Tap cominciò ad avere una sua identità via via più specifica e nacquero i primi Club Notturni e malfamati di Harlem: il Cotton Club per il Tip Tap e il Savoy per il Lindy Hop.

Il periodo di massima fioritura di questa arte è stato tra il 1930 ed il 1955, quando era il tipo di danza principale nel Vaudeville e a Broadway. In quel periodo anche molte orchestre includevano tra i propri elementi dei ballerini di tap, che si esibivano con la musica jazz. Con progressive modifiche, pulizia dei movimenti e creazione di passi nuovi si arrivò a ciò che fu definito “american tap dance”. I ballerini assunsero una posizione più rilassata, elegante, e furono inseriti movimenti con le braccia e le spalle, inizialmente un po’ trascurate.

Negli anni ’30, ’40 e ’50 i migliori artisti si spostarono dal Vaudeville al cinema ed alla televisione, da cui la notorietà  di alcuni artisti anche in Italia come Fred Astaire, Ginger Rogers, Gene Kelly o la famosa “Riccioli d’oro” Shirley Temple. Grandi talenti come Bill Robinson e John Bubbles aiutarono a definire regole e movimenti, e più tardi Hollywood popolarizzò il tip-tap nel mondo con i film di Fred Astaire, i Nicholas Brothers, Eleanor Powell ed altri grandi artisti.

Durante gli anni ’50 lo stile del ballo cambiò, ed il tip-tap perse la sua popolarità  nonostante continuasse ad essere praticato dagli amatori del genere. Negli anni ’60 la grande rinascita: eventi pubblici di rilievo riportarono alla ribalta questo particolarissimo ballo, che improvvisamente fu considerato una forma d’arte più che di divertimento. Dagli anni ’70 grazie a Gregory Hines (“Cotton Club” 1984, “White Nights” 1958), ballerino, attore e cantante statunitense, considerato l’ erede di Sammy Davis Junior, il Tip Tap ritrova totalmente il suo meritato onore e oggi è ballato in quasi tutto il mondo e sta crescendo sempre più anche in Italia.

Il 25 Maggio si festeggia il National Tap Day in occasione del compleanno di Bill Robinson (25 Maggio del 1878).

Luogo e orario: corso da programmare per l’anno in corso

Insegnante: Eva Agostinelli